SCALARE
SCaling Agroforestry by living LAbs for Resilient Mediterranean agro-Ecosystems
SCALARE è un progetto internazionale di ricerca finalizzato a co-sviluppare, insieme ai principali portatori di interesse, un ecosistema di innovazione capace di promuovere e valorizzare le opportunità offerte dai sistemi agroforestali nel contesto mediterraneo. Il progetto realizza un’analisi integrata delle performance agronomiche, ecosistemiche ed economico-sociali dei sistemi agroforestali, co-progettata con gli attori locali attraverso living labs per sviluppare soluzioni concrete, sostenibili e replicabili.
Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del programma europeo PRIMA Call 2024 – Section 2, Topic 2.2.1 “Revitalizing agro-forestry practices for sustainable land use and climate resilience in the Mediterranean Region”.
Il partenariato internazionale di SCALARE riunisce università e centri di ricerca provenienti da cinque Paesi dell’area euro-mediterranea. Il progetto è coordinato dalla Technical University of Munich, in Germania, e coinvolge la Cairo University in Egitto, l’Università degli Studi di Messina in Italia, il Forest Science and Technology Centre of Catalonia in Spagna e il National Research Institute of Rural Engineering, Water and Forests in Tunisia.
All’interno del consorzio, UniME coordina il work package agronomico WP3, “Testing innovative agroforestry systems”, dedicato alla sperimentazione di sistemi agroforestali innovativi. È inoltre responsabile delle attività economiche previste dal Task 2.1, “Integrated assessment indicators system”, e delle attività di mappatura dei servizi ecosistemici sviluppate nell’ambito del Task 2.3, “Mapping ecological benefits of agroforestry systems”.
Durata 36 mesi
Periodo di svolgimento 1 settembre 2025 – 31 agosto 2028
Coordinatore internazionale Technical University of Munich – Germania
Referente scientifico internazionale Prof. Johannes Sauer, Technical University of Munich
Referente scientifico per UniME/SciVET
BRAVE
Biological Invasions Resolved through Adaptable, Versatile, and Engaging Nature-Based Solutions
BRAVE è un progetto di ricerca internazionale finalizzato a sviluppare e valutare soluzioni basate sulla natura per la gestione delle specie aliene invasive, con particolare attenzione agli ecosistemi marini e costieri. Il progetto analizza gli effetti ecologici, economici e sociali delle invasioni biologiche, considerando che alcune specie invasive possono rappresentare contemporaneamente una minaccia per la biodiversità e una risorsa economica o ricreativa per determinati portatori di interesse. Attraverso il coinvolgimento degli attori locali, BRAVE intende individuare strategie di gestione efficaci, sostenibili e socialmente condivise.
Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito della Biodiversa+ 2023–2024 Joint Call “Nature-based solutions for biodiversity, human well-being and transformative change – BiodivNBS”, promossa dalla European Biodiversity Partnership e cofinanziata dall’Unione europea. Il progetto è finanziato, per la partecipazione italiana, dal Ministero dell’Università e della Ricerca.
Il partenariato internazionale di BRAVE riunisce università e centri di ricerca provenienti da cinque Paesi europei. Il progetto è coordinato dalla University of Southern Denmark, in Danimarca, e coinvolge il National Research Council – Institute of Sciences of Food Production, la Swedish University of Agricultural Sciences, la Norwegian University of Life Sciences, il centro Samfunns- og Næringslivsforskning/Norges Handelshøyskole, la Lund University School of Economics and Management – Swedish Institute for Food and Agricultural Economics, l’Università del Salento, l’Università degli Studi di Messina, l’Universidade do Algarve e l’Algarve Centre of Marine Sciences.
All’interno del consorzio, UniME è capofila per l’Italia e contribuisce al progetto con competenze economiche, sociali e veterinarie. Le attività riguardano la valutazione delle strategie di gestione del granchio blu, il coinvolgimento dei portatori di interesse, l’analisi delle preferenze dei consumatori e delle comunità costiere, nonché gli aspetti igienico-sanitari e di valorizzazione alimentare della specie. Sono previste, in particolare, attività di campionamento, elaborazione di linee guida per l’eutanasia, analisi sensoriali e microbiologiche e sviluppo di un sistema per la valutazione della freschezza e della vita residua del prodotto.
Durata 36 mesi
Periodo di svolgimento 1° febbraio 2025 – 31 gennaio 2028
Coordinatore internazionale University of Southern Denmark – Danimarca
Referente scientifica internazionale Dr Melina Kourantidou, University of Southern Denmark
Referente scientifica per UniME/SciVET Prof.ssa Maria De Salvo
Sito ufficiale del progetto https://www.biodiversa.eu/2025/04/08/brave/
Profilo LinkedIn del progetto https://www.linkedin.com/company/brave-nbs/posts/?feedView=all
AI-InnoFOOD
Scaling Green Biotechnology Innovation Capacity in Food & Agriculture through AI-Supported STEM Education, Research-to-Market Pathways, and Ecosystem Acceleration
AI‑InnoFOOD è un progetto dell’EIT Higher Education Initiative che rafforza la capacità di innovazione delle università nel campo della green biotechnology per i sistemi alimentari e agricoli. Il progetto promuove un modello integrato che collega governance, formazione STEM, valorizzazione della ricerca e collaborazione con gli ecosistemi territoriali, con l’obiettivo di trasformare le istituzioni coinvolte in veri e propri Green Biotechnology Innovation Hubs. Attraverso micro‑credential accreditate, challenge‑based learning e percorsi strutturati di ricerca‑to‑market, AI‑InnoFOOD sviluppa competenze in innovazione, imprenditorialità, proprietà intellettuale e validazione di mercato per studenti, ricercatori e personale universitario. Il progetto introduce strumenti avanzati per scouting dell’innovazione, Proof‑of‑Concept e gestione dei TRL, rafforzando i processi di trasferimento tecnologico. Implementato in quattro università situate in regioni moderate ed emergenti, contribuisce a ridurre le disparità territoriali e a consolidare la resilienza della bioeconomia regionale. I risultati saranno resi scalabili e trasferibili attraverso la comunità EIT HEI.
Il progetto è finanziato nell’ambito di Horizon Europe – European Institute of Innovation and Technology, Higher Education Initiative. L’iniziativa è gestita da EIT Food, Knowledge and Innovation Community dell’EIT dedicata alla trasformazione sostenibile del sistema alimentare. L’ente finanziatore è lo European Institute of Innovation and Technology, organismo dell’Unione europea sostenuto finanziariamente attraverso Horizon Europe.
Il partenariato internazionale di AI-InnoFOOD riunisce università, istituzioni pubbliche, centri tecnologici, imprese, fondazioni, associazioni e organizzazioni attive nei settori dell’innovazione, dell’imprenditorialità e dell’agroalimentare. Il progetto è coordinato dalla Çanakkale Onsekiz Mart University, in Türkiye, e coinvolge, in qualità di full partner, Bilişim Vadisi, Cooperative d’Initiative Jeunes, Fundación Centro Tecnolóxico da Carne, Lithuanian University of Health Sciences, Republic of Türkiye Ministry of Foreign Affairs – Directorate for EU Affairs, Turkish Technology Team Foundation, Uluova Dairy Company, University of Messina e University of Zagreb.
Il consorzio è ulteriormente rafforzato dalla partecipazione di partner associati provenienti da Romania, Spagna, Türkiye, Italia, Croazia, Belgio e Francia: Asociatia Bionest, Clúster Alimentario de Galicia, Impact Hub Istanbul, LG Venture S.r.l. – *beeco, NADES Design, SAFE Food Advocacy Europe ASBL, Technology Platform Food for Life-Spain, Thrace Universities Union e Union des Couveuses d’Entreprises.
All’interno del consorzio, l’Università degli Studi di Messina, attraverso il Dipartimento di Scienze Veterinarie – SciVET, partecipa come full partner ed è l’unica università italiana coinvolta nel progetto.
Durata
24 mesi
Periodo di svolgimento
1° settembre 2026 – 31 agosto 2028
Coordinatore internazionale
Çanakkale Onsekiz Mart University – Türkiye
Referente scientifico internazionale
Referente scientifico per UniME/SciVET
Prof.ssa Cettina Condurso
MAREA
“Beached Posidonia Oceanica” an innovative resource for sustainable livestock farming
MAREA è un progetto di cooperazione transfrontaliera finalizzato a trasformare i residui spiaggiati di Posidonia oceanica, abbondanti lungo le coste siciliane e maltesi, in una risorsa utile per la produzione di mangimi e lettiere sostenibili. Si condividono competenze e risorse per creare soluzioni innovative a beneficio di allevatori, industria dei mangimi e ambiente. Le fanerogame marine, spesso considerate un rifiuto, diventano parte di un'economia circolare che tutela le spiagge dall’erosione e riduce l’impatto ambientale. Il progetto offre guide pratiche, valutazioni zootecniche e nuove opportunità economiche, promuovendo pratiche sostenibili replicabili in altri contesti costieri del Mediterraneo.
Il progetto è finanziato nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Malta – Priorità e Obiettivo specifico 2.2 “Promuovere la transizione verso un’economia circolare nell’area transfrontaliera” (RS026) – ed è cofinanziato dalla Commissione europea.
Il partenariato internazionale riunisce l’Università degli Studi di Messina, in Italia, e l’Università di Malta. La collaborazione tra i due Atenei consente di integrare competenze nel campo delle produzioni animali, della nutrizione, della sostenibilità ambientale e della valorizzazione delle biomasse marine.
UniME è capofila dell’intero progetto e coordina tutti i work package (WP1, WP2, WP3, WP4 e WP5).
Durata
24 mesi
Periodo di svolgimento
2 maggio 2025 – 2 maggio 2027
Coordinatore internazionale
Università degli Studi di Messina – Italia
Referente scientifico del progetto
Prof. Enrico D’Alessandro
Sito ufficiale del progetto https://italiamalta.eu/it/marea
Pagina Facebook del progetto https://www.facebook.com/Marea.Interreg.Italia.Malta
Transition to Healthy Mediterranean Functional Food via Integrating Mushroom Beta-glucans and Proteins: Promoting Body Homeostasis After Stress-Related Health Problems
Mush-Med è un progetto che mira a promuovere la salute e la sostenibilità alimentare nel Mediterraneo attraverso lo sviluppo di alimenti funzionali arricchiti con beta-glucani e proteine derivati dai funghi del genere Pleurotus. Il progetto punta a ottimizzare processi innovativi e sostenibili per la produzione di questi composti bioattivi, adottando un approccio a basso impatto ambientale e basato sull’economia circolare. Nell’ambito del progetto verranno sviluppati prodotti alimentari innovativi, come hamburger vegetariani, polpette vegetali e pane per hamburger, valutandone il valore nutrizionale, la sicurezza e gli effetti sul sistema immunitario, sul microbiota intestinale e sul benessere generale. Mush-Med intende contribuire alla diffusione della dieta mediterranea sana e sostenibile, favorendo al contempo la valorizzazione delle produzioni fungine, la riduzione degli sprechi e l’apertura di nuovi mercati per alimenti salutistici basati su evidenze scientifiche.
Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito della PRIMA Call 2022 – Section 2, Topic 2.3.1-2022 (RIA), “Enabling the transition to healthy and sustainable dietary behaviour”.
Il partenariato internazionale di Mush-Med riunisce enti di ricerca e università di tre Paesi del Mediterraneo: l’Università degli Studi di Messina – Dipartimento di Scienze Veterinarie, in Italia; il Genetic Engineering and Biotechnology Research Institute della City of Scientific Research and Technological Applications, in Egitto; e la Bursa Technical University, in Turchia.
All’interno del consorzio, UniME è responsabile di attività scientifiche e di comunicazione di particolare rilievo. L’Ateneo è leader del WP3 “Biological evaluation of the produced proteins and beta-glucans (Phase 1)” e del WP6 “Communication and Dissemination”, oltre a coordinare il Task 2.1 “By-product substrates evaluation”.
Durata 36 mesi
Periodo di svolgimento
1° ottobre 2024 – 30 settembre 2027
Referente scientifico internazionale
Prof. Fabio Gresta, Università degli Studi di Messina
Sito ufficiale del progetto
Scheda del progetto
https://mel.cgiar.org/projects/1987?iframe=true
Pagina Facebook
https://www.facebook.com/p/MUSH-Med-61575543903977/
Profilo X
x.com/MushMedProject
Canale YouTube
Mush-med – YouTube
Sustainable Greenhouse Farming Systems: From Sun to Fork
Sun2Fork è un progetto di ricerca internazionale finalizzato sviluppare un sistema integrato e sostenibile di coltivazione in serra attraverso l’adozione di sistemi fotovoltaici ad alta efficienza energetica, associati a soluzioni idroponiche, substrati sostenibili, biostimolanti e al riutilizzo delle acque di drenaggio, al fine di garantire la sostenibilità ambientale e socioeconomica a lungo termine dell’agricoltura in serra nella regione mediterranea. Inoltre, grazie al riutilizzo delle acque di drenaggio, degli scarti colturali (impiegati come substrati) e degli scarti ittici (utilizzati come biofertilizzanti), Sun2Fork adotterà un approccio basato sull’economia circolare, che rappresenta un passo importante verso una maggiore sostenibilità ambientale delle produzioni in serra.
Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito della PRIMA Call 2023 – Section 2, Topic 2.2.1, “A step toward carbon-neutral farms: coupling renewable energy sources with circular farming systems”.
Il partenariato internazionale di Sun2Fork riunisce università e centri di ricerca di sette Paesi dell’area euro-mediterranea. Oltre all’Università degli Studi di Messina, partecipano la University of Rome Tor Vergata, l’Agricultural Research Organization of Israel, la Ege University in Turchia, la University Sultan Moulay Slimane in Marocco, la Aston University nel Regno Unito, la Universidad de Almería in Spagna e la Universidade Católica Portuguesa in Portogallo.
UniME è Coordinatore del progetto, leader del work package coordinamento (WP1 Project coordination and management) e del WP4 (Outcome and dissemination) e leader dei tasks (Task 3.5. - Automatic control of drip irrigation on hydroponic system; Task 4.1 - Alternative eco-friendly substrates for hydroponic cultivation; Task 4.3 - Identification of combination substrates x biostimulants on tomato; Task 4.6 - Application of all the technologies obtained in the project through the realization of a demonstrative greenhouse in a representative Mediterranean area; Task 5.1.- Socio-qualitative analysis, stakeholder engagement and development of co-creation methodologies; Task 5.2 - Assessment of the drivers that influence farmers and willingness to introduce innovative technologies for the transition into CBMs).
Durata 36 mesi
Periodo di svolgimento
1° ottobre 2024 – 30 settembre 2027
Coordinatore internazionale
Università degli Studi di Messina
Referente scientifico internazionale
Prof. Fabio Gresta, Università degli Studi di Messina
Sito del progetto
https://mel.cgiar.org/projects/1987?iframe=true
Pagina Facebook
https://www.facebook.com/profile.php?id=61576560839607
Canale YouTube
Sun2Fork – YouTube
LEGACY
LEGume-based innovation for a sustAinable and Culturally rooted Mediterranean protein transition with resilient Yield
LEGACY è un progetto che mira a favorire la transizione proteica nel bacino del Mediterraneo attraverso lo sviluppo di alimenti innovativi a base di proteine vegetali, valorizzando al tempo stesso il patrimonio agroalimentare e culturale della dieta mediterranea. Il progetto promuove l'utilizzo di legumi tradizionali (cece, fava, lenticchia e lupino), combinati con antichi cereali mediterranei, per creare prodotti alimentari sostenibili, nutrienti e in linea con le abitudini alimentari locali. L'approccio di LEGACY integra ricerca agronomica, innovazione nella trasformazione alimentare, nutrizione, coinvolgimento dei consumatori e sviluppo delle filiere agroalimentari, con l'obiettivo di rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari mediterranei e ridurre la dipendenza dalle fonti proteiche importate. Principali obiettivi del progetto: Promuovere la coltivazione sostenibile di legumi e cereali antichi mediterranei. Sviluppare nuovi alimenti proteici vegetali ad alto valore nutrizionale e sensoriale. Migliorare la resilienza e la competitività delle filiere agroalimentari mediterranee. Favorire l'accettazione dei prodotti plant-based da parte dei consumatori, nel rispetto della tradizione gastronomica locale. Rafforzare l'autonomia proteica e la sicurezza alimentare della regione mediterranea. Contribuire agli obiettivi del Green Deal europeo, della strategia Farm to Fork e dell'Agenda Strategica PRIMA per sistemi alimentari più sostenibili, resilienti e inclusivi.
Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito della PRIMA Call 2025 – Section 2, Topic 2.3.1-2025 “Towards a Plant-Based Alternative Protein Products Transition in the Mediterranean Region”.
Il partenariato internazionale di LEGACY riunisce università e centri di ricerca di otto Paesi dell’area mediterranea: Università degli Studi di Messina – Dipartimento di Scienze Veterinarie, Italia; City of Scientific Research and Technological Applications, Egitto; University of the Peloponnese, Grecia; Center of Biotechnology of Sfax, Tunisia; Bursa Technical University, Turchia; Université Sidi Mohammed Ben Abdellah, Marocco; Universidad de Almería, Spagna; European Bioproducts Research Institute, Portogallo.
UniMe è coordinatore del Progetto e leader del work package 0 (WP0 Project coordination and management) e dei tasks Task 1.3 – Cultivation of traditional and culturally rooted ancient cereals (Einkorn, heritage wheat varieties) to enhance the amino acid balance when combined with legumes in PBAPs e Task 7.5 – Identify potential exploitation pathways and synergies with existing PRIMA/Horizon Europe projects.
Durata
36 mesi
Periodo di svolgimento
1° ottobre 2026 – 30 settembre 2029
Coordinatore internazionale
Università degli Studi di Messina – Italia
Referente scientifico del progetto
Prof. Fabio Gresta, Università degli Studi di Messina
OSAI-AGRI
Integrating Omics Sciences and Artificial Intelligence for a Sustainable and Digital Agriculture
OSAI-AGRI è un progetto interdisciplinare volto a migliorare la resilienza delle colture agli stress ambientali attraverso l’integrazione tra scienze omiche, intelligenza artificiale e tecnologie per l’agricoltura di precisione. Il progetto studierà i meccanismi molecolari alla base della memoria dello stress, della sua eventuale trasmissione tra generazioni e della comunicazione dei segnali di stress tra piante. L’obiettivo è sviluppare sistemi per l’identificazione precoce e pre-sintomatica degli stress, sensori portatili, biosensori molecolari, modelli predittivi e digital twin applicabili alla gestione delle colture. Attraverso scambi di personale, attività formative e collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese, OSAI-AGRI contribuirà alla transizione verso un’agricoltura più sostenibile, digitale, preventiva e climaticamente resiliente.
Il progetto è finanziato dall’Unione Europea nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Actions – Staff Exchanges, Call HORIZON-MSCA-2026-SE-01.
Il partenariato internazionale di OSAI-AGRI riunisce 21 organizzazioni provenienti da Italia, Azerbaigian, Germania, Grecia, Francia, Portogallo, Spagna, Svezia, Polonia, Egitto, Albania, Belgio, Serbia e Bulgaria. Ne fanno parte: University of Florence; Azerbaijan National Academy of Sciences; Ludwig Maximilian University of Munich; Foundation for Research and Technology Hellas; University of Bordeaux; University of Messina; University of West Attica; XpectralTEK; Advanced Wave Sensors S.L.; Boreal Orchards AB; Genartis; Innova-tech; Miller Consulting; Kafrelsheikh University; University of Tirana; University of Pavia – Department of Biology and Biotechnology; Hybrid Core; University of L’Aquila; Foodscalehub; Institute of Plant Physiology and Genetics of the Bulgarian Academy of Sciences; Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Durata
48 mesi
Periodo di svolgimento
2027–2031
Ruolo di UniME/SciVET
Partner del progetto
Referente scientifico del progetto
Prof. Fabio Gresta, Università degli Studi di Messina